... O calice soprattutto dell'amore!
Nel tuo vino, fantasma del viino della terra
per labbra che sono fiori di Dio...

Fernando Pessoa, il violinista pazzo (Calice)


Tutte le antiche varietà d’uva italiane, sia a bacca bianca che a bacca rossa, sono cariche di acidità e ciò permette di ottenere straordinarie bollicine anche in zone calde o non particolarmente elevate.
Gli Spumanti prodotti da uve storiche italiane esprimono al meglio la fantasia e la particolarità del carattere italiano, vale a dire la diversità ed è proprio questo aspetto di italianità che il progetto Bollicine da uve italiane intende valorizzare.
Il vino è prodotto agricolo con cui è possibile viaggiare in tre dimensioni: nello spazio, potendolo trasferire dal vigneto in cui è generato in un altro luogo; nel tempo, potendone godere anche molti anni dopo l’essenza, e nella mente, assaporandolo si rivivono le emozioni del territorio e degli uomini di cui è vera espressione.

Salvo Foti

VINUDILICE senza solfiti aggiunti
I Vigneri (Sicilia)

Zona di produzione:
vigneto Vignabosco in contrada è Nave nel comune è Bronte (parte nord dell’Etna) È il più alto vigneto d’Europa.
Vinudilice significa il vino del bosco dei lecci, perché è un vigneto ultracentenario, unico esistente a 1300 mt di altitudine che si trova in un grande bosco di lecci.
Il leccio nel dialetto etneo si chiama “ilice” da quercus ilex, nome latino della pianta. Il vino base è prodotto vendemmiando tutti insieme i vitigni bianchi e rossi esistenti nel vigneto: circa una decina di differenti varietà delle quali alcune sconosciute. È dunque un rosato che nasce in vigna. Solitamente la vendemmia avviene ai primi di novembre.

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per almeno 16 mesi.
L’ Asprinio è l’espressione più chiara d’un prodotto che lega strettamente l’uva al nostro territorio. La nostra scelta è quella di produrre uno spumante che non sia snaturato e spersonalizzato da tecniche e processi laboriosi ma che mantenga quelli che sono i caratteri primari e varietali dell’Asprinio, primo tra tutti la freschezza, grossa prerogativa dello spumante di qualità.

Carlo Numeroso

ASPRINIO Brut
I Borboni (Campania)

Zona di produzione:
Santa Patena di Giugliano (Na)

Metodo Classico: rifermentazione in autoclave per almeno 6 mesi Affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi
L'Avanà è coltivato da sempre (già dall'anno Mille; fonte “Cartolarium Ulcense”) soltanto in Valle di Susa. Il vino che si ottiene da queste uve ha delle peculiarità che vengono, a mio avviso, esaltate dalla vinificazione in rosato. E' questo che mi ha spinto a provare una vinificazione con rapida macerazione, per esaltarne i profumi, il colore e mantenere viva l'acidità che, da vino di montagna, lo contraddistingue. Una veloce presa di spuma, svolta in bottiglia, lo rende piacevolmente frizzante.

Stefano Turbil

EOS Frizzante Sui lieviti
La Chimera (Piemonte)

Zona di produzione:
vigneto Finiere

Metodo Familiare: rifermentazione naturale in bottiglia con lieviti indigeni
In provincia di Foggia, dove tutto in agricoltura evoca il Mediterraneo, troviamo, tra i vitigni tradizionalmente coltivati, il Bombino Bianco, che predilige i terreni silicio-calcarei ricchi di scheletro e che si propone adattissimo alla produzione di spumante.

Il suo bouquet infatti è raccolto e franco e senza asperità con le note finali che ricordano la frutta tropicale e gli agrumi del Mare Nostrum.

Louis, Ulrico, Girolamo

BOMBINO BIANCO Brut Riserva Nobile
d’Araprì (Puglia)

Zona di produzione:
San Severo (Fg)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per oltre 36 mesi
Il Coda di Volpe è tra i più antichi vitigni dell’Irpinia, un tempo anche molto diffuso. Tuttavia ha sempre svolto la funzione di gregario rappresentando una varietà con cui produrre il vino per consumo personale o con cui tagliare altre cultivar. Nel 1993 ho provato a vinificarlo “in purezza” nell’unico tino in cemento vetrificato che mi era rimasto, dopo la conversione all’acciaio. Mio padre ed io rimanemmo sbalorditi del vino che, a fine fermentazione, degustammo da quel serbatoio. La storia di questo vitigno era cominciata e dopo anni di studio e di ricerca dei siti e dei sistemi di allevamento migliori, oggi il vino che se ne produce è sempre più richiesto ed ha riacquistato la dignità che gli spetta, merito anche di una promozione orgogliosa e caparbia. Da pochi anni ho deciso di spumantizzarlo secondo il metodo ”Martinotti” senza farlo emigrare ma nelle nostre cantine ed in nostre autoclavi dove rimane per oltre un anno sui lieviti. Non può fregiarsi di alcuna denominazione perché il disciplinare non lo prevede… ….ma la sfida è lanciata.

Raffaele Troisi

CODA DI VOLPE Brut
Vadiaperti (Campania)

Zona di produzione:
località Vertecchia a Pietradefusi (Av)

Metodo Martinotti: rifermentazione in autoclave per almeno 13 mesi
La mia esperienza con questo vitigno parte dal 2006; essendo abituato a lavorare con la garganega la trovai un po’ delicata, buccia più fina e grappolo compatto; più avanti scoprii invece sperimentando anche con altri vitigni, che la durella è fra le migliori varietà italiane, forti, generose e sempre fresche.
I terreni vulcanici sui quali le radici affondano, aiutano dando mineralità e quindi serbevolezza e quindi freschezza; freschezza però che grazie anche alla grande acidità del frutto durella, il vino ottenuto non ne è mai carente. La durella infatti rientra in quel circolo dei vitigni italiani freschissimi, pur non essendo ne il alta latitudine ne in altitudine; si presta di conseguenza alla spumantizzazione che nel nostro caso prevede tirage con mosto di garganega passita, per poi uscire in mercato a non meno di 12 mesi sui lieviti.

Stefano Menti

OMOMORTO Dosaggio Zero Millesimato Sui Lieviti
Menti Giovanni (Veneto)

Zona di produzione:
Gambellara di Montebello (Vi)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per almeno 12 mesi
                            ** spumante non sboccato **

L’Erbaluce di Caluso ha origini antichissime ed estimatori illustri, lo ha descritto Plinio il Vecchio e apprezzato Papa Farnese. Fino alla metà dell’800 era chiamato Albaluce (dal latino alba lux ), perché al sorgere del sole il chicco d’uva si caratterizza per la trasparenza e un vivo e bellissimo colore verde.

Più conosciuto come vino fermo, trova nella versione spumante una deliziosa e finissima espressione.

Stefano Silva

ERBALUCE DI CALUSO Brut
Silva (Piemonte)

Zona di produzione:
colline di Madonna delle Grazie, Comune di Agliè (To)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per almeno 12 mesi
Valli di Comacchio, Delta del fiume Po, provincia di Ferrara: qui da sempre c'è il Fortana, vitigno rosso, tardivo, rustico e longevo, dal grappolo imponente e l’acino a forma di ellisse. Terra strappata all’acqua, orizzonti un tempo segnati dalle dune di sabbia, sabbia sulla quale il Fortana cresce senza portinnesto, “franco di piede”, perché la fillossera non riesce a vivere in terreni così “sciolti”. Per gli abitanti del posto il Fortana si chiama “Uva d’Oro”, un prodotto di grande valore in queste lande un tempo poverissime. E l’Uva d’Oro, in quel tempo che fu, era il vino rosso frizzante per antonomasia, ancestrale, ottenuto con una prima fermentazione interrotta dal freddo dell’autunno, ed una seconda in bottiglia, al risveglio della primavera, l’unico modo per far superare l’estate a questo vino leggero e sapido, che ricorda il mare. Passo passo vogliamo far rivere con le conoscenze di oggi questo vino arcaico; il nostro progetto si chiama “Surlié!”, va degustato fresco, e la sua morte è l’abbinamento con l’anguilla alla brace.

Mirko Mariotti

FORTANA Mariotti
Mariotti I Vini delle Sabbie (Emilia Romagna)

Zona di produzione:
Località San Giuseppe di Comacchio (Fe)

Metodo Familiare: rifermentazione in bottiglia per un tempo variabile a seconda dell’annata
Il "1877" rappresenta il nostro passato, l'anno in cui inizia la storia enologica della nostra famiglia ed è uno spumante che rimane legato all'usanza locale di imbottigliare in tardo inverno, perché poi iniziava il gran lavoro in campagna, e di lasciare che le temperature primaverili, finissero le fermentazioni in bottiglia, creando così vini vivaci.
Ormai sono 35 anni che non utilizziamo questo metodo per i nostri frizzanti, se non per questo vino spumante metodo classico un vino da sole uve Grechetto Gentile, che riposa sui suoi lieviti ogni volta per tempi diversi, in base alle stagioni ed alle esigenze dell'uva stessa, e che porta dentro di se, tutta la nostra esperienza e la nostra idea di fare bollicine in Emilia col nome Pignoletto.

Silvia e Cesare Corazza

PIGNOLETTO Millesimato 1877
Lodi Corazza (Emilia Romagna)

Zona di produzione:
vigna Monte Brollo in località Ponte Ronca a Zola Predosa (Bo)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per almeno 16 mesi
Questo vino trae origine dalla vinificazione in bianco del Groppello Gentile, un’uva nera autoctona tipica della riviera bresciana del Lago di Garda, coltivata nel nostro vigneto Balòsse di Padenghe. Balòsse nel dialetto locale significa furbo, un bambino furbetto che si prende gioco di te. Proprio come le terre Balòsse, relitto delle glaciazione che hanno formato il lago di Garda, terre ostiche, difficili da coltivare ma che hanno saputo dare vita ad un vigneto, ad un cru dalle caratteristiche uniche.
E’ anche un ricordo di papà Emilio e della sua passione per quest’uva antica. Inoltre vuole essere un omaggio alle origini veneziane della nostra famiglia che, in Valtènesi, coltiva quest’uva dal 1589.
Oggi , come allora, siamo solo guardiani dei nostri vigneti e lasciamo che sia la natura a dar vita ai nostri vini.

LUCIA ZILIANI

GROPPELLO Brut Nature Paxtibi
Zuliani Emilio (Lombardia)

Zona di produzione:
vigneto Balosse in Valtènesi (Bs)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per oltre 24 mesi (con vino prodotto con uve raccolte precocemente)
Spumantizzai la prima volta il Lagarino Bianco nel 1985 (vendemmia 1984), lo sboccai 21 anni dopo, nel 2006: il risultato fu strepitoso.
Da adesso in poi lo produrrò con continuità anche se le tasche e la curiosità non mi permettono di aspettare così tanto; starà comunque sui lieviti non meno di 3 anni.

Alfio Nicolodi
CIMBRUS Brut
Nicolodi (Trentino Alto Adige)

Zona di produzione:
Portagnago in Val di Cembra (Tn)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per oltre 84 mesi
“Mi piace il mio lavoro! Da mio padre, da mia madre e dai miei più cari amici, ho scoperto il segreto: fare il mio dovere con cura, con attenzione, con passione per ogni piccolo singolo particolare.

Come dice Peguy:
La gamba di una sedia doveva essere ben fatta…
….Non occorreva che fosse ben fatta per il salario,…. per il padrone, né per gli intenditori, né per i clienti del padrone.
Doveva essere ben fatta in sé, nella sua stessa natura. E ogni parte della sedia che non si vedeva era lavorata con la medesima cura delle parti che si vedevano.”
Questo ti fa amare ed apprezzare tutto non infinita passione e gratitudine”

Barbara e Alberto Paltrinieri

LAMBUSCO DI SORBARA Radice
Paltrinieri (Emilia Romagna)

Zona di produzione:
Cristo di Sorbara (MO)

Metodo Familiare: rifermentazione naturale in bottiglia con lieviti indigeni
Le Malvasie, sia a frutto bianco che a frutto nero, provengono dalla regione sud orientale del Peloponneso dove si trova Monenbasia. In quest’isola i veneziani tra il XIII e il XV secolo possedevano un loro porto commerciale da dove esportavano vino dolce nell’intero bacino del Mediterraneo.
Il Vinus Malvaticus arrivò anche in Piemonte e ne fu adottata la coltivazione dell’uva tanto che la Malvasia fu citata, 1468, nello Statuto di Mondonio come varietà da tutelare. Riapparve poi descritta circa due secoli più tardi, 1798, nel “Calendario Georgico” del Conte Nuvolone.
 
Paolo Vergnano
MALVASIA DI CASTELNUOVO DON BOSCO
Cascina Gilli (Piemonte)

Zona di produzione:
i territori dei comuni della zona nordoccidentale dell’astigiano: Albugnano, Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito, Berzano e Moncucco (At).

Metodo Martinotti: rifermentazione in autoclave per circa 1 mese.
Martinotti, studioso della Regia Stazione Enologica di Asti, mise a punto il suo metodo alla fine dell’800 proprio nella provincia di Asti e proprio utilizzando l’uva Moscato Bianco.
L’aroma dell’Asti Spumante, delicato e intenso, ricorda i fiori del glicine e del tiglio, le pesche e le albicocche, rilascia sempre fresche note agrumate; a volte è muschiato.

Massimo Barbero
ASTI Spumante Bel Piasí
Cascina Fonda (Piemonte)

Zona di produzione:
colline di Neive (Cn)

Metodo Martinotti: rifermentazione in autoclave per circa 1 mese
Da sempre il Moscato Giallo è coltivato sui Colli Euganei che, a 40 km dal mare, sono considerati i Colli di Venezia.
Grazie ai terreni vulcanici e alla favorevole situazione climatica, una volta vinificato sviluppa chiare note agrumate che lo caratterizzano e dalle quali prende il nome Fior d’Arancio.

Il Consorzio di tutela da poco ha chiesto il riconoscimento della D.O.C.G.

Conte Giordano Emo Capodilista

FIOR D’ARANCIO COLLI EUGANEI Spumante
La Montecchia (Veneto)

Zona di produzione:
colline di La Montecchia a Selvazzano Dentro (Pd)

Metodo Martinotti: rifermentazione in autoclave per circa 1 mese
Quattro amici tra i banchi della scuola enologica di Alba decidono di produrre uno spumante. L’idea nasce dalla voglia di creare qualcosa di originale con uve diverse da quelle tradizionalmente impiegate che portano a individuare nel Nebbiolo la varietà più interessante.
Erpacrife è uno spumante rifermentato in bottiglia, secondo il metodo Classico, a un affinamento minimo di 3 anni e non viene dosato all’atto della sboccatura per non manipolare l’originalità del vino base.
 
Erik, Paolo, Cristian e Federico
NEBBIOLO Dosaggio Zero
Erpacrife (Piemonte)

Zona di produzione:
i territori dei comuni di Madonna di Como e di Castagnole delle Lanze (Cn)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per oltre 36 mesi
Zappalà è la traduzione, la storpiatura catanese della parola Champagne, il termine dimostra che la spumantizzazione sull’Etna non è dell’ultima ora, nasce infatti da sperimentazioni fatte attorno al 1880 dal Barone Spitalieri a Biancavilla. Un terreno, vulcanico e ricco di minerali, l’esposizione verso il mare, l’acidità data dall’altitudine e le caratteristiche uniche del Nerello Mascalese ci permettono di creare un prodotto elegante, lungo e persistente.

Manfredi Scammacca

NERELLO MASCALESE Brut
Murgo (Sicilia)

Zona di produzione:
versante orientale dell’Etna tra i comuni di Santa Venerina e Zafferana Etnea (Ct)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per 26 mesi
L’eclettica Nosiola ci ha stupiti anche nella spumantizzazione.
Per accentuare il profilo aromatico abbiamo scelto il metodo Martinotti.
Ne è risultato un vino fresco, leggero e elegante.
Il nome Arlecchino evoca l’allegria, la spensieratezza, la voglia di vivere e la fantasia.

Roberto Zeni
NOSIOLA Arlecchino
Zeni (Trentino Alto Adige)

Zona di produzione:
Maso Nero di Sorni (Tn)

Metodo Martinotti: rifermentazione in autoclave per almeno 6 mesi
Quest’uva in Valsugana era coltivata ovunque. Vi arrivò secoli fa dai Colli Euganei dov’era, probabilmente, chiamata “Pattaresca” o “Padovana”.
Nella versione spumantizzata si consiglia di abbinarla ai piatti rustici della cucina tradizionale trentina e, particolarmente, con il cotechino e la “luganega” bollita.

Matteo Furlani
PAVANA Belle
Angelica (Trentino Alto Adige)

Zona di produzione:
Montegretta di Novaledo (Tn)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per oltre 24 mesi
Il Pelaverga Piccolo è l’uva di Verduno: non esiste altrove.
A tutt’oggi con questa varietà si produce un vino rosso appartenente alla D.O.C. Verduno ma la sua grande versatilità permette di avere una base spumante d’eccellenza.

Mario Andrion
BRUT ROSÈ S-ciopét
Castello di Verduno (Piemonte)

Zona di produzione:
i territori dei comuni di Madonna di Como e di Castagnole delle Lanze (Cn)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per oltre 36 mesi
La Peverella scomparve dal Trentino nel periodo tra le due guerre mondiali.
Veniva sempre vinificata con altre uve alle quali cedeva particolari aromi speziati. Io la coltivo sulle colline sovrastanti il lago di Santa Massenza e la spumantizzo quasi sempre assieme a una piccola quantità di Nosiola.

Alessandro Poli
MASSENZA Belle Frizzante
Francesco Poli (Trentino Alto Adige)

Zona di produzione:
Località Sottovi nei comuni di Vezzano e Padergnone (Tn)

Metodo Martinotti: rifermentazione in autoclave per almeno 3 mesi
Produrre spumante a Morgex significa interpretare freschezza e leggerezza.
L’altitudine delle maestose montagne, sulle quali si inerpicano le viti di Prié Blanc, dona al vino, ma ancor più alle bollicine, mineralità, effervescenza e purezza.

Mauro Jaccod
X.T. Brut
Cave du Vin Blanc (Valle d’Aosta)

Zona di produzione:
sopra Morgex (Ao), oltre i 1.000 m slm

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per oltre 18 mesi
Fino agli anni ’60 del secolo scorso il prosecco era un vino tranquillo che talvolta, per caso, diventava frizzante.
La rifermentazione poteva avvenire perché l’elevata gradazione e/o il freddo invernale inibivano o bloccavano la prima fermentazione. Il prosecco, imbottigliato nei mesi freddi, talvolta rifermentava con l’arrivo dei primi tepori primaverili e diventava brioso dopo l’estate trasformandosi da vino fermo in vino frizzante. Questo sistema, ancor oggi, non sempre riesce, ma quando avviene mi autorizzo a definirlo moto perpetuo. Luigi Gregoletto è stato tra i primi, se non il primo, negli anni ’70, a produrre il cosiddetto sur lie - sui lieviti. Il sistema, che può essere definito metodo Gregoletto, consiste nel vendemmiare le uve il più mature possibile, nello svolgere la vinificazione a zero zuccheri creando un vino base che verrà rifermentato assieme al torchiato passito nel periodo pasquale successivo alla vendemmia.
Il tutto con lieviti propri… Per affetto nei confronti di Giovanni e per amore di questo vino ho coniato una frase promozionale che fa:
«Ricominciamo dal fondo pescando nel torbido per vederci chiaro».

Mauro Lorenzon

VALLIS MARENI Belle
Vallis Mareni (Veneto)

Zona di produzione:
Premaor, Miane, Rolle, Refrontolo, San Pietro in Feletto (Tv)

Metodo Familiare: rifermentazione in bottiglia per un tempo variabile a seconda dell’annata.
A volte penso che in Italia nella terminologia spumantistica si potrebbe sostituire il termine “Brut” con “Rabios”. In effetti tutto è energicamente aggressivo in quest’uva: le fermentazioni fanno vibrare i tini e il vino in bocca schiaffeggia le gengive e il palato. Spumantizzo il Raboso con il metodo familiare e impiego oltre 36 mesi per renderlo docile e piacevole.

Emanuela Bincoletto

RABOSO Rosato Redentor Sui Lieviti
Tessère (Veneto)

Zona di produzione:
Località Rebecca a Noventa di Piave (Ve)

Metodo Familiare: rifermentazione in bottiglia per almeno 36 mesi.
La Ribolla Gialla è un vitigno storico del Collio, prodotto in questa terra fin dai tempi antichissimi. Nel ’500 arrivò a una tale fama da essere usato nello scambio di doni tra i potenti del tempo. Il vino ottenuto dalla pressatura morbida e leggera delle uve è piacevolmente delicato, leggero, dal sapore caratteristico. La Ribolla Gialla nella versione spumante si presenta con ricca vivacità e gusto “estremamente” piacevole.

Evgen Komjanc

RIBOLLA GIALLA Extra Dry
Simon Komjanc (Friuli Venezia Giulia)

Zona di produzione:
colline di San Floriano del Collio (Go)

Metodo Martinotti: rifermentazione in autoclave per circa 3 mesi
L’ uva Schiava è stata fino agli anni 60 del secolo scorso la varietà più coltivata in trentino, era usata anche come uva da tavola, vinificata dava un vino delicato di corpo di colore. Negli anni 80 mio padre Francesco è stato tra i primi a vinificarla in rosato ottenendo un vino più delicato e fruttato. Dalla vendemmia 2012 ho provato, un po’ per divertimento un po’ per sfida, a farla rifermentare in bottiglia con l’aggiunta di mosto per dargli la necessaria carica di zuccheri e i lieviti spontanei. Nasce così la Schiava Belle, un vino frizzante sui lieviti di grande bevibilità che unisce la bassa gradazione alcolica ad una leggera ma piacevole effervescenza.

Alessandro Poli

SCHIAVA Belle
Poli Francesco (Trentino Alto Adige)

Zona di produzione:
località Alla Croce (a nord di Santa Massenza)

Metodo Familiare: rifermentazione naturale in bottiglia con lieviti indigeni
Un recente recupero della Spergola è stato intrapreso grazie anche a una nuova e salutare sensibilità nei confronti delle varietà d’uva storiche. I sistemi di coltivazione biologica, da noi messi in atto, stimolano la pianta a una maggior rusticità e ricchezza polifenolica. La sottile buccia e la compattezza del grappolo non consentono alte rese.

Giovanni Masini

SPERGOLA Extra Brut Riserva dei Fratelli
Cà de Noci (Emilia Romagna)

Zona di produzione:
colline di Quattro Castella (Re)

Metodo Classico: prima fermentazione con le bucce, sboccatura manuale senza ghiaccio e rabbocco con lo stesso vino, senza dosaggi e senza solfiti aggiunti, rifermentazione in bottiglia per 36 mesi
La scelta di produrre uno spumante con questo vitigno autoctono per eccellenza è stata dettata dalle sue peculiari caratteristiche organolettiche abbinate ad una spiccata acidità, che lo rendono espressione univoca del territorio in cui viene prodotto

Ezio Poggio

TIMORASSO TERRE DI LIBARNA COLLI TORTONESI BRUT
Poggio (Piemonte)

Zona di produzione:
Terre di Libarna (sottozona dei Colli Tortonesi)

Metodo Martinotti: rifermentazione in autoclave per circa 6 mesi
Ca’ Lojera Belle nasce dal legame tra la testarda e affettuosa convinzione di Gianpaolo Girardi che il Trebbianodi Lugana sia, fra le uve italiane,
una delle più adatte alla spumantizzazione e la capacità di Franco Tiraboschi di coltivarla e vinificarla.
Sfida che entrambi portano avanti con generosità e autorevolezza, come la nostra terra e i nostri vini.

Ambra Tiraboschi
Brut Millesimato Belle
Ca’ Lojera (Lombardia)

Zona di produzione:
i territori del Comune di Sirmione (Bs)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per almeno 24 mesi
Il Blanc de Sers Brut Nature è prodotto con uve antiche a bacca bianca, una della quali -la Valderbara- è coltivata solo in loco, che si caratterizzano per un’elevata acidità e che, al contempo, arrivano ad una maturazione ideale per la produzione della base spumante.

Eleganza e finezza si ritrovano in questo metodo classico che non tradisce le caratteristiche territoriali ed il bouquet originario dei vitigni. Questo millesimo si contraddistingue per il volume, la pienezza e l’ampiezza floreale, in particolare fiori d’acacia, e note agrumate che avvolgono armoniosamente e a lungo la bocca.

Chiara Simoni

Blanc De Sers Brut dosaggio zero
Casata Monfort (Trentino Alto Adige)

Zona di produzione:
la costa che da Serso arriva al Croz del Gius sita tra il torrente Fersina e i boschi della Predolcia, in forte pendenza, esposta tutto il giorno al sole e riparata da venti del nord.

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per almeno 12 mesi
... la curiosità, di vedere il Vermentino di Sardegna con le bolle, ci ha spinto a provare. Il Quartomoro Metodo Classico è il connubio tra il Vermentino di collina e di pianura, fatto a spumante dalle nostre mani. La rifermentazione ci ha divertito molto, così pure la manualità della sboccatura, mentre la fatica è stata ripagata da una bevanda che, dopo un letargo minimo di ventiquattro mesi, è per noi emozione e benessere. È stata un’esperienza bellissima, ci riproveremo ogni anno, speriamo in bene...

Luciana e Piero Cella

Brut Q
Quartomoro (Sardegna)

Zona di produzione:
i territori nel Comune di Marrubiu (Or) e nella regione Coros nel Comune di Usini (Ss)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per oltre 24 mesi
Alla fine dell’800 la Vernaccia era il vitigno a bacca bianca più coltivata in Trentino. Quasi completamente abbandonato nel secolo successivo, è stato da noi recuperato una decina d’anni fa e poi messo a dimora nelle “Frate” di Lasino, piccoli appezzamenti cinti da muri a secco, strappati al bosco.
La buona acidità del vino ottenuto ci ha invogliato ad adottare la rifermentazione in bottiglia. È un metodo Classico e non rimane a lungo sui lieviti per un bere fresco e profumato.

Erika Pedrini

VERNAZA Belle
Pravis (Trentino Alto Adige)

Zona di produzione:
Località Le Frate di Lasino (Tn)

Metodo Classico: rifermentazione in bottiglia per almeno 12 mesi
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