I Vini Estremi sono vini eroici, figli della fatica, del sudore, della laboriosità dell’uomo; sono prodotti in zone spesso sconosciute, geograficamente impervie, con uve talvolta coltivate in minuscoli fazzoletti di terra strappati alla montagna, alle rocce, al mare. Dal Trentino-Alto Adige alla Sardegna, dalla Valle d’Aosta all’isola di Pantelleria, dalla Valtellina alla Costiera Amalfitana, dalla Riviera di Ponente alla Costa Viola, dalle Cinque Terre alle pendici dell’Etna, l’antica Enotria vanta una miriade di vitigni che sono sopravvissuti alle guerre, alle pestilenze, al flagello della fillossera.Vitigni che, grazie alla tenacia e alla passione di alcuni piccoli-grandi vignaioli, sono stati strappati all’oblio e che ancor oggi sono in grado di regalarci dei vini straordinari.
Vini carichi di storia e di suggestioni, vini rari (a volte la produzione è di poche migliaia di bottiglie) e preziosi che si fanno apprezzare da quanti amano i vini autentici, in contrapposizione ai vini-fotocopia che oggi imperversano in ogni angolo del pianeta.

altitudine: tra 1000 e 1260 m slm

«Più su, al cospetto del ghiacciaio del Monte Bianco, la vite e l’uomo si cimentano nella loro più eroica manifestazione, attraverso una coltura che rivela arditismo alpino. A 1200 metri il vitigno Blanc de Morgex caratterizza il paesaggio. Qui, a Morgex e a La Salle, Mario Soldati terminò l’ultima sua escursione vitivinicola descritta nel libro “Vino al vino” ascoltando le dichiarazioni del parroco di Morgex, l’Abbé Bougeat. Ascoltiamolo anche noi: “Noi qui ci ostiniamo a fare questo vino, lottiamo tutti gli anni contro due geli. Si vendemmia a volte dopo la prima neve. E, a volte, nevica o addirittura gela quando già le prime gemme sono spuntate...”»

RICCARDO DI CORATO, Viaggio fra i vini della Valle d’Aosta, Eda, 1974, pp. 296-297

"Ici l’essentiel est visible pour les yeux."
"Qui l’essenziale è visibile agli occhi."

MAURO JACCOD

BLANC DE MORGEX ET DE LA SALLE
da uve Prié Blanc su piede franco

"E l'Avanale « così per aventura nomato, perchè avanti vale, e poco o niente appresso, fa vini dolci, saporiti ma di poca durata »: uva grossa, acidi rotondi, raspo rosso. Secondo il Rovasenda, trattasi dell' Avanà (identico al Varenne dei Francesi), che in val di Susa, e specialmente a Chiomonte, produce un vino che dà alle gambe..."

MARESCALCHI ARTURO, DALMASSO GIOVANNI, Storia della vite e del vino in Italia, 3 voll., Unione Italiana Vini, Milano 1937, pag. 536

“La montagna. I vigneti aggrappati ai versanti, il lavoro del viticoltore che li recupera, li tiene vivi e li conserva in una bottiglia.”

STEFANO TURBIL
FINIERE
da uve Avanà

«L’ampia curva di Sestri oltre s’allarga. Di qui vigneti sotto il biondo sole, da Bacco prediletti, alti contemplano Monterosso e Corniglia»…

FRANCESCO PETRARCA, Africa (1338/45)

 

Nella seconda novella della decima giornata del Decamerone, si racconta come Ghino di Tacco abbia curato l’abate di Clignì con «due fette di pane arrostito e un gran bicchiere di vernaccia da Corniglia…».

GIOVANNI BOCCACCIO, Decameron (1349/51)

 

"Gesti quotidiani e antichi, che qui si ripetono ogni giorno, con sempre nuova energia, nella convinzione di offrire uno fra i più alti esempi di ciò che è bello e buono in natura."

GIACOMO CAPPELLINI

 

CINQUETERRE
da uve Bosco, Vermentino, Albarola

«… Le terrazze della collina, anzi delle colline, non finivano mai di salire, ora più ampie ora più strette, a volte distese a golfo, a volte acuminate. È un’ascesa fatta di ulivi e vigne, mescolata a un cielo che è già di Provenza».

FRANCESCO BIAMONTI, Scritti e parlati - Dolceacqua (Im), Einaudi, Torino, 2008, p. 155

 

"Qui allevare la vigna è un gesto d’amore, puro e irrazionale."

FABIO CORRADI

 

DOLCEACQUA SUPERIORE Barbadirame
da uve Rossese di Dolceacqua
altitudine: 870 m slm

«Voltolina, com’è detto, valle circundata d’alti e terribili monti, fa vini potenti assai».

LEONARDO DA VINCI, Codice Atlantico 214 r.e., Biblioteca Ambrosiana, Milano

 

«… bevei di un vino detto delle uve sgonfiate (appassite), credo fermamente ch’egli sia il miglior, che al mondo si beva».

ORTENSIO LANDOCommentario de le più notabili e mostruose cose d’Italia (Venezia 1550), Pendragon, Bologna, 1994

 

altitudine: 900 m slm

«Ai primi chiarori del giorno scorsi le prime colline coperte di vigneti. La vite qui è col vata in lunghe e basse pergole, dalle quali pendono abbondan e graziosi gli azzurri grappoli di uva».

JOHANN WOLFGANG GOETHE, Viaggio in Italia, 1786

 

"Durch unsere biologische Arbeit spiegeln sich Landscha, Boden und das Klima in den handwerklich hergestellten Weinen wieder. In Synergie vereinen sich Kunst und Natur in ganzheitlicher Lebensweise."

EDITH UND NORBERT

"Da oltre 10 anni ci dedichiamo esclusivamente all’agricoltura biologica, eseguita manualmente. Grazie a questo territorio, suolo e clima trovano la massima espressione nei prodo. Così, per noi, lavorare la terra diventa arte di vita."

EDITH E NORBERT

MÜLLER THURGAU
da uve dell'omonimo vitigno

"... un banchetto molto più fastoso e ricco di portate di vini venne predisposto il 12 settembre 1536, per l’arrivo a Trento di re Ferdinando... venivano serviti, di norma, vini dolci, tra i quali primeggiavano il Moscato, il Bianco di Calavino... l’insuperabile Vino Santo, prodotto sui colli di Santa Massenza".

PINCIO GIANO PIRRO, Annali, ovvero croniche di Trento, 1648

 

"... dal famosissimo banchetto del 25 luglio 1546 offerto dal Cardinale di Trento... vini squisitissimi, bianchi, rossi e rosati dei colli di Trento e vini dolci di Santa Massenza».

MICHELANGELO MARIANI, Trento con il Sacro Concilio et altri Notabili, 1673

"Anche dopo trent'anni il Vino Santo Trentino è ancora potente e fresco: è affascinante e ripaga tempo e lavoro».

ALESSANDRO E FRANCESCO POLI

VINO SANTO TRENTINO
da uve Nosiola

"Furore,
il paese che non c’è,
il paese non paese,
si offre a piccole dosi,
si lascia scoprire con civettuola ritrosia.
Battine paziente le mille scalinate,
in una vertigine di panorami,
ammirerai vigne e giardini,
terrazzi e pergola che dirupano a mare.
E muri.
Muri a secco, muri dipinti.
Muri istoriati.
Muri parlanti, muri d’autore...".

RAFFAELE FERRAIOLI, 1990

 

"Le vigne a Furore vivono sdraiate sulle rocce a picco sul mare. La vite, magica espressione di questo luogo di incomparabile bellezza, è il dono di questa terra estrema all’amorevole impegno degli uomini che la custodiscono."

MARISA E ANDREA

FIORDUVA
da uve Fenile, Ripoli, Ginestra

"Forma un grato spettacolo in questa riviera come è coltivata. Gli scoscesi pendii de’ mon sono coltivati colla maggiore industria possibile a vigne. Si formano de’ muri a secco l’uno sopra l’altro a forma di scalini, e nell’intervallo che passa dall’uno all’altro si piantano le viti. Uno di questi muri che rovina si trascina seco tutti gli altri. Si raccolgono in questo litorale ottimi vini"

GIUSEPPE MARIA GALANTI, Descrizione geografica e politca delle Sicilie (1792)

 

"Le gerle piene piegano
le schiene all'afa e alla fatica
e tra cespugli
cola sole col sale;
il sorso alla sorgente
placa affanno.
D'azzurro oro lucciole
riflesse
guizzano senza tregua
e nella forra riecheggia cantilena
d'antica storia
tra sorriso e pianto.
Qui tutto è viola
pescespada e mostro
vino sudore e sangue
e chi tra quei filari
scala mille scalini
da mille anni
a bocca amara resta."

GAETANO PREVITERA, (da “Musa in Vacanza”, 2001)

ARMACÍA
da uve Prunesta, Gaglioppo, Malvasia Nera, Nerello Calabrese

" I terreni sabbiosi prossimi al paese sono adattissimi alle vitim epperò i filari non solo vedonsi rigogliosi di pampini...".

Dal Dizionario Storico Statistico Commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, Angus - Casalis, 1840

 

"La brezza marina dona l'anima e il cuore al Carignano. Sabbia e sole lo rivestono di forza e colore"

RAFFAELE CANI

CARIGNANO DEL SULCIS
da uve dell'omonimo vitigno su piede franco
altitudine: 1300 m slm

"... ma il tutto viene non seminato, non piantato o arato; l'orzo, il frumento e la gioconda vite, che si carica di grosse uve, a cui Giove con pioggia tempestiva educa e cresce".
OMERO, Odissea, canto IX - vv. 108-111, traduzione di Ippolito Pindemonte (1822)
episodio del ciclope Polifemo che viveva alle pendici dell'Etna

" Ci sono allori, qui (Sicilia), cipressi snelli, l'edera oscura, l'uva dal dolce frutto e l'acqua fresca, divina ambrosia che il boscoso Etna fa scorrere per me dalla sua nave candida".
TEOCRITO DI SIRACUSA, Idillio II Ciclope - vv.45-48, III secolo a.C.

" La neve bianca copre la nera lava e il vitale terreno".

SALVO FOTI
VINUDILICE
da uve Alicante, Grecanico, Minella e altre varietà bianche tradizionali su piede franco
Il Vinudilice è vino fermo e spumante a seconda dell'annata.

"Vino di colore edor di rosa, mescolato all'acqua ti mostra stelle fra raggi di sole. Con esso cacciai le cure dell'animo, con una bevuta il cui ardore serpeggia sottile, quasi inavvertibile. L'argentea mia mano, stringendo il bicchiere, ne ritrae le cinque dita dorate".

Da una poesia di IBN HAMDIS, poeta arabo-siciliano del XII secolo

" Il nome della mia isola deriva dall'arabo "Bint Ar-Riáh" e significa "figlia del vento". Il vento che viene da lontano allarga le vele e gli orizzonti mentali."

SALVATORE FERRANDES
PASSITO DI PANTELLERIA
da uve Zibibbo (Moscato di Alessandria)
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